Segnalazione: Neri Pozza News - Questa settimana in libreria - 2024 -

 





BENVENUTI SULLA RUBRICA DEDICATA ALLE USCITE, RECENSIONI E SEGNALAZIONI DI NERI POZZA EDIZIONI







Link segnalazione

https://ilnidodeilibri.blogspot.com/2024/01/segnalazione-neri-pozza-news-questa.html

 








QUESTA SETTIMANA IN LIBRERIA



 

GAËLLE NOHANT

L’archivio dei destini




Francese emigrata in Germania, Irène viene incaricata di restituire ai sopravvissuti della Shoah oggetti ritrovati nei campi. Le storie di due donne si intrecciano per restituire al lettore un libro emozionante, insieme poetico e brutale, impossibile da abbandonare.

Traduzione di Luigi Maria Sponzilli
2024, pp. 336, € 20,00
ISBN: 9788854528406
Collana: I Narratori delle Tavole
Generi: Narrativa stranieraStoria

ALTRE EDIZIONI

 

 

 



SINOSSI

·         Irène è francese ma vive a Bad Arolsen, nel cuore della Germania, e dal 1990 lavora in un centro di documentazione dove, dalla fine della guerra, si conducono ricerche sul destino delle vittime del regime nazista. Il centro era stato concepito dalle potenze alleate che avevano previsto come, sparato l’ultimo colpo di artiglieria, il mondo si sarebbe trovato di fronte a milioni di scomparsi di cui indagare le sorti. Per quell’impiego, cui è approdata rispondendo a un annuncio, Irène scopre in realtà un’autentica vocazione. Meticolosa al limite dell’ossessione, ricuce i fili tagliati dalla furia di Hitler cercando le tracce di coloro che non sono più tornati, e ogni giorno si lascia assorbire dalle montagne di carte sulla loro vita e soprattutto sulla loro morte. A discapito delle attenzioni da dedicare al figlio che sta crescendo da sola, dopo un divorzio tempestoso. Poi, nell’autunno del 2016, le viene affidato un compito molto particolare: restituire migliaia di oggetti rinvenuti nei campi di concentramento alle famiglie dei loro proprietari originari. Oggetti modesti, che nascondono segreti, storie. Che si tratti di un Pierrot di stoffa, di un medaglione con la Vergine o di un fazzolettino ricamato, Irène sa che ognuno di essi è simbolo di un corpo che non c’è più. Se restituiti, gli scomparsi in qualche modo ritroveranno posto tra i vivi. In questa ricerca, Irène incontrerà persone che la muoveranno e la guideranno, da Lublino e Varsavia a Parigi e Berlino. E alla fine di quella strada troverà ad attenderla un passato che la riguarda. Da una pagina di storia poco conosciuta, prende avvio L’archivio dei destini, romanzo sulla memoria collettiva d’Europa, un oceano che la protagonista vorrebbe ricostruire goccia dopo goccia, e che la potenza narrativa di Nohant trasforma in pura intensità emotiva.

·         «Affascinante dal punto di vista storico, straziante dal punto di vista umano».
Libération

·         «Nohant ci guida fin nel cuore nero della Seconda guerra mondiale, eppure in fondo a quel tunnel ci aspetta una luce. Una luce piena di umanità e speranza».
L’Obs



I TASCABILI BEAT

 


 




 

GLI ULTIMI ARTICOLI DELL'ALMANACCO

 

Il blog della casa editrice, dove raccogliamo ogni settimana contenuti extra, interviste agli autori e approfondimenti del nostro catalogo

 


Triste Tigre, un «tuffo nella testa» di Neige Sinno


 


 

Sabine Schultz, vicedirettrice editoriale di Neri Pozza, racconta Triste Tigre di Neige Sinno, in libreria dal 30 aprile

Perché Triste Tigre

Lo ammetto, ci ho messo un bel po’ a iniziare Triste Tigre. Continuavo a sentirne parlare, ma avevo paura di rimanerne sconvolta. Come si può affrontare la storia di una bambina violentata dal patrigno tra i 7 e i 14 anni? Quando l’ho finalmente fatto, ne sono rimasta letteralmente folgorata e ho capito subito che volevo assolutamente pubblicare questo romanzo in Neri Pozza. Per diversi motivi ma soprattutto per quello principale: è una grande opera letteraria e Neige Sinno è una scrittrice di talento raro. La letteratura non è tanto finzione quanto pensiero all’opera e il pensiero di Neige Sinno è preciso, svolto in rizomi di grande vitalità, in grado di creare infinite connessioni, il tutto sostenuto da uno stile letterario così assertivo e intrigante che non possiamo che rimanerne catturati. Lei stessa parla del romanzo come di un «tuffo nella sua testa», la testa di una donna che convive da anni con un trauma. Per lei la scrittura non è stata una terapia, ma piuttosto l’esplorazione dei limiti, delle possibilità e delle impossibilità della letteratura. Un mondo di parole per raccontare la sua storia, per indagare la sua esperienza e il suo impatto sulla sua vita e quella delle persone attorno a lei.


Nella rabbia, la gioia



Neige Sinno è francese – anche se vive da anni in Messico - e dall’Italia notiamo che in Francia è in corso un grande dibattito sulla violenza sessuale su bambini e adolescenti e sull’incesto. Se ne parla anche da noi, ma non abbastanza. Credo che Triste Tigre abbia il potere necessario per decostruire la cultura della violenza e dell’incesto che è una piaga terribile. È un crimine incomprensibile, non raccontabile, è il male assoluto, eppure la storia straordinaria e audace di quest’autrice è tanto cristallina quanto originale. È difficile spiegare quanto abbia amato questo libro, perché può sembrare strano considerando l’argomento. Eppure le analisi letterarie di Sinno mi hanno emozionata, ho preso nota di riferimenti a opere che non conoscevo come Ballata per mia madre di Julián Herbert, e le sue parole mi hanno fatto riflettere e qualche volta ho persino riso. E soprattutto mi ha colpito la sua mente, la sincerità delle sue ombre. Triste tigre, come dice la sua autrice, porta con sé «malinconia, rabbia ma anche gioia». Ed è anche per questo che abbiamo scelto di pubblicarlo. Rappresenta i nostri valori, la nostra sensibilità, ciò che riteniamo importante.


La copertina

Abbiamo discusso tanto della copertina. Inizialmente ci piaceva l’illustrazione che Sylvie Serpix ha usato nella recensione di Le Monde, raffigurante l’immagine di una tigre su uno sfondo beige, ma poi abbiamo optato per una fotografia di Marta Bevacqua, grande artista italiana.
Mostra una giovane donna immersa in un lago. Vediamo solo il suo sguardo intenso. Mi ha ricordato un passaggio del libro: «A volte incontro persone che sono state o stanno entrando in quella terra delle tenebre. Le riconosco, c'è qualcosa nei loro occhi. Penso che lo vedano anche in me. È un riconoscimento silenzioso, di cui non si può parlare. Non sapremmo cosa dire. Cosa diremmo se potessimo dire qualcosa?»
Triste Tigre esce a fine aprile di quest’anno e mi auguro che faccia un «tuffo nella testa» di tanti lettori.

 

 

 

 

 

Cani di paglia nell’universo, l’esordio in lingua inglese di Ye Chun





Traduzione di Maddalena Togliani
2024, pp. 320, € 18,00

ALTRE EDIZIONI

  • E-BOOK
    2024, pp. , € 9,99

 

Con Cani di paglia nell’universo Ye Chun racconta la drammatica vicenda dell’immigrazione cinese nell’America del XIX secolo attraverso quattro personaggi indimenticabili
Dal 6 febbraio in libreria


 

Di cosa parla Cani di paglia nell’universo

Dopo che il suo villaggio è stato devastato dalla carestia, Sixiang, di anni dieci, viene venduta a un trafficante di esseri umani per un sacco di riso e sei monete d’argento. Sua madre è riluttante a lasciarla andare, ma la promessa di una vita migliore per la sua amata figlia riesce a convincerla. Inizia così il lungo viaggio della bambina per Montagna d’Oro, che Sixiang sa non essere né una montagna né tantomeno d’oro, bensì un luogo dove scompare la gente, un buco nero dove si erano recati anche suo nonno e suo padre Guifeng senza più fare ritorno. Con la sola fotografia del genitore, saldamente custodita nella tasca interna della camicetta che la madre le ha cucito in tutta fretta prima della partenza, Sixiang viaggia in direzione della California con il proposito di ritrovare il padre che non ha mai conosciuto e di riunire la famiglia.
Parallelamente scopriamo la storia di Guifeng. Partito nella speranza di un futuro migliore per sé e per i propri cari e arruolatosi come operaio nella Central Pacific Railroad, la compagnia che nel XIX secolo costruì la rete ferroviaria transcontinentale, l’uomo si trova a fare i conti con il razzismo dilagante e la violenza anti-cinese degli gweilo, gli uomini bianchi, che nel migliore dei casi sono sprezzanti, nel peggiore assassini. «Erano tutti uguali», riflette un amico di Guifeng, «tutti volevano vedere i cinesi bruciare e morire».

Un pezzo di storia importante per Ye Chun

Cani di paglia nell’universo, romanzo d’esordio in lingua inglese di Ye Chun, è una storia multigenerazionale di avversità e riscatto che getta una luce su una triste parentesi della storia, riguardante la condizione degli immigrati cinesi nell’America del XIX secolo. L’autrice ha un diretto legame con la vicenda in virtù di un antenato che, proprio come Guifeng, partecipò alla costruzione della rete ferroviaria nella California di quegli anni. Ambientando il suo romanzo tra episodi ben documentati di violenza anti-asiatica, Ye Chun racconta la sofferenza di un intero popolo che è costretto a lottare per sopravvivere in un paese che lo rifiuta, pur facendo affidamento sul suo lavoro, e che con coraggio e perseveranza ricerca il proprio spazio nel nuovo mondo occidentale: la Montagna d’Oro, un luccicoso buco nero.
Nella cultura cinese, i cani di paglia sono figure di cani fatte di paglia, utilizzate come oggetti cerimoniali nell’antica Cina. Il senso del titolo viene svelato tramite un verso del Dao De Jing che recita: «Il cielo e la terra non scelgono. Vedono tutto come cani di paglia». Agli occhi del cielo e della terra, cioè, tutte le cose attraversano lo stesso ciclo di ascesa e declino. Il cielo e la terra sono osservatori neutrali e ai personaggi di questa storia, profondamente umani, capiterà più volte di sentirsi come cani di paglia, di pensare che la propria vita sia sacrificabile e che l’universo sia indifferente alla loro sofferenza.
La piccola Sixiang, il cui nome significa ricordati di casa, il padre Guifeng, la prostituta Feiyan, gli operai Ah Fook, Ah Hong, Qinglong e le altre molteplici storie di immigrazione presenti nel romanzo portano in scena un racconto sulla resistenza contro l’intolleranza, sui legami che durano oltre lo spazio e il tempo e sull’importanza della vita, tanto più preziosa quanto più fragile come paglia.

 

 



Quattro chiacchiere con Denise Pardo

L’autrice di La casa sul Nilo





L’autrice di La casa sul Nilo risponde ad alcune domande sulla sua infanzia, sul trasferimento a Roma e sulla «magica alchimia» del Cairo


 

Oltre a essere un eccezionale memoir, La casa sul Nilo è la testimonianza di una realtà che oggi sembra un’utopia, laddove le diverse culture convivevano all’insegna della curiosità e del rispetto reciproco. Cosa significa crescere in un ambiente di questo tipo?

Mi ha insegnato la libertà e la sua importanza, non la libertà di fare ma quella di essere e condividere. Era stato semplice esserlo al Cairo dove la mescolanza aveva trovato una sua armonia, è stato più difficile provarla in un'Italia omogenea, conformista e sospettosa.
L'obiettivo del mio libro, l'obiettivo primario che poi si è trasformato in un romanzo, era quello di raccontare un luogo dove tutti i diversi potevano sentirsi uguali traendo dalle reciproche diversità un arricchimento, un complemento di ogni genere, letterario, linguistico, ideale, culturale e persino culinario.
Era una città che aveva come unico intento sedurti e se era il caso corromperti popolata da una società cosmopolita e affascinante - italiani, greci francesi, inglesi, armeni, russi, turchi - di donne meravigliose, massoni indiani, imam, rabbini e spie, un mondo afrodisiaco di sabbia e marmo, di fango e luce, di intrighi e rivoluzione.
Un méli-mélo diceva mia madre Fanny, il groviglio entusiasmante, la sicurezza di essere sfacciatamente se stessi senza nessuna paura.

L’Italia, vecchia e nuova, quanto le appare chiusa al confronto? C’è speranza per un futuro più tollerante e multiculturale?

Quando arrivammo a Roma, città del Papa e del Vaticano segnata dal credo e dal simbolismo il paradosso fu che noi diventammo esotici, strani, non binari fuori dalle righe dell'ortodossia di estrazione e provenienza. Creature di un altro pianeta.
Lasciare l'Egitto in modo così traumatico ha segnato la fine della mia età dell'innocenza, non potevo più essere felice come lo ero al Cairo, ero oppressa da un'ombra scura di cui nessuno mi aveva spiegato il significato e la ragione.
Avevo perduto tutto, la mia casa, le amiche, la scuola, la mano calda di mio padre che mi accompagnava lungo il Nilo in direzione del Cafè Groppi dove bevevo il mio succo di mango e papà era salutato con rispetto.
Il mango? chiedevano le compagne di classe a Roma quando raccontavo le passeggiate sulla Corniche. Cos'è? Alla fine rinunciavo. Loro non sapevano nulla di quella vita, erano gentili e accudenti, certamente incuriosite ma io ero desolata. Evitavo di citare la mia vita egiziana e dopo qualche anno mi soprendevo a domandarmi se era stata un sogno.
Oggi la sitazione è cambiata, i viaggi, i media, la libera circolazione delle menti e dei testi ha aperto le porte alla conoscenza, non a tutte le coscienze ancora, stanno tornando tempi in cui razzismo e antisemitismo ritrovano la ragione di farsi sentire senza vergogna ma sono certa che un futuro multiculturale sia un destino ineluttabile che lo si voglia o no.

Molte tra le figure presenti nel romanzo hanno compiuto un percorso per giungere al Cairo, a partire dalla famiglia di sua madre in fuga dalle persecuzioni antisemite. C’era spazio per queste storie? Che peso aveva il percorso individuale di ciascuno nella realtà che ricorda?

Città internazionali come il Cairo, Istanbul e Beirut erano composte soprattutto da persone e famiglie dalle storie lontane e complicate, mai ordinarie. Nel migliore dei casi erano vite intrecciate da matrimoni, incroci, meticci di passaporti e di religioni, sangue più mescolato di un cocktail caraibico, c'era sempre una prozia di Smirne o di Salonicco. Ma spesso erano uomini e donne dal passato fatto di persecuzioni, pogrom, prigionie, rovesci di fortuna. Il Cairo accoglieva tutti senza distinzioni e rispetto ai dolori e alle privazioni lasciati dietro le spalle la vita prendeva i connotati di un'immaginaria casa di rifugio e di rinascita. Lo è stato per la mia famiglia e per un numero infinito di sopravvissuti. Riusciva ad annullare persino il senso di colpa di aver abbandonato terre amate e legami profondi. Non era l'Eden anche se non mancavano i serpenti. Ma ci si avvicinava molto. Mia madre la chiamava la magica alchimia, ho sempre amato questa sua definizione.

Con l’ascesa al potere di Nasser, in un primo momento restò viva l’illusione che ciascuno avrebbe comunque potuto mantenere il proprio spazio nella nuova realtà. Col senno di poi, anche in riferimento alla contemporaneità più attuale, quand’è che dobbiamo iniziare a temere per la nostra libertà? Quali segnali dovrebbero allarmarci?

Mio nonno Misha diceva che il vento delle tempeste e dell'odio comincia a soffiare sempre nello stesso modo. E nello stesso modo la cecità vela i nostri occhi, le nostre menti, la nostra prudenza.
Come racconto nel libro mio padre sembrava non voler capire, eppure era un uomo molto intelligente, attento e pratico, i suoi fratelli lo supplicavano di aprire gli occhi e comprendere che l'Egitto e il suo popolo pacifico, affettuoso, allegro, stavano cambiando.
Suo suocero Misha, fuggito da Odessa, dai pogrom e dai bolscevichi annusò subito l'odore della rabbia e dell'intolleranza e l'avvertì per tempo. Ma più che a Misha mio padre volle credere al suo grande amico Hafez, uno degli uomini più vicini a Nasser, pazzamente innamorato di Kate, l'amica inglese di mia madre.
Ancora adesso quando il vento delle civiltà ne mostra il naufragio si continuano a commettere gli stessi errori, come se la natura umana dovesse ogni volta tirare a sorte la sua sorte giocando senza senso una scommessa di morte. La verità di segnali inequivocabili, il sospetto, la censura, il controllo della parola, della socialità, della religione sono sempre gli stessi. Tutto si trasforma ma niente cambia gli uomini.

Scrivere di sé e della propria famiglia non è mai un’operazione neutra e spesso prende la forma di un’autoterapia. Il romanzo le è servito a rappacificarsi con il passato?

Non è stata un'autoterapia, ne avevo già fatte e faticate molte. È stato difficile descrivere i propri genitori, raccontarli non con la prospettiva della figlia ma della scrittrice, guardarne bene i difetti senza addolcirli o nasconderli, non farne delle icone e nemmeno delle divinità minori. Volevo che mio padre, mia madre e i miei nonni apparissero come erano stati.
Il libro è servito a rappacificarmi con la mia storia, con le mie radici, a volte pesanti da sopportare, comunque sempre da difendere e che raramente mi hanno fatta sentire davvero al sicuro. È stata una sorta di riappropriazione della mia identità, così diversificata da non essere riuscita a volte a circoscriverla per capirla a pieno. Beati coloro che hanno un'identità chiara e pulita nel senso di ben definita, ho sempre pensato, tentando di amalgamare nella mia mente tutti i pezzi di me diversi tra loro. Ora ne vado fiera.
Mi manca mia nonna Bobe che avrebbe detto «Non ti tormentare sulla tua identità meyn autsr (tesoro in yiddish), mi sembra il compito di Qualcun Altro. Piuttosto mettiti subito la Cold Cream sul viso. Vuoi coprirti di rughe?» Le avrei ricordato che era improbabile che mi succedesse avendo diciannove anni e ci saremmo messe a ridere.

Il Cairo era giallo, Roma mi sembrò bianca scrive in una delle prime pagine del romanzo. Lo strappo dovuto alla fuga dal Cairo si è più rimarginato? Roma le sembra ancora bianca?

Lo strappo si rimargina, ma la cicatrice non si scolora è sempre pronta a fare male di nuovo, è una sentinella, lo strappo diventa genetica.
Roma è diventata la mia città non ha colori se non quello dell'affetto e della vita che ho costruito. Sono tornata al Cairo da grande per un viaggio di lavoro e ne sono stata di nuovo colpita al cuore, per anni mi sono preoccupata di dover dire di esserci nata non sopportando gli sguardi di stupore e a volte il pensiero che sentivo aleggiare: non è una di noi. Non avevo capito quanto ero stata fortunata nonostante tutto.
No, Roma non mi sembra più bianca, ha la sua luce come il Cairo.

Link articolo

https://beatedizioni.musvc1.net/e/tr?q=9%3d0bRW%26q%3db%26A%3dY0hO%26K%3d9ePd7%26S%3d5PyNF_NV1m_YF_PnyU_Zc_NV1m_XKL2NnNBV59.6P_wypv_7nyHtE_EwXx_Ol6dP_NV1m_XKOH7yREK-hF67hA5EjP2-9tL-1AsGFA-u9E0t%26B%3d0QxTzW.sCG%26Ex%3dbOYDZ%26GO%3d7hOZEYOYEgOf9g%265%3d8EYzcjgxffDzZ0bOAhaxABCU9DYUcEbUdgdPcD9S7f9xdkcyegYQX8bWc6Y3ajgVYfZV&mupckp=mupAtu4m8OiX0wt

 

 



Quattro chiacchiere con Anna Folli



Anna Folli, autrice di MoranteMoravia, racconta che cosa ne pensa di La Storia, la fiction Rai tratta dal più celebre romanzo di Elsa Morante

In questi giorni la Rai sta trasmettendo una fiction tratta da La Storia, il più celebre romanzo di Elsa Morante. Quando uscì, cinquant’anni fa, suscitò un grande scalpore e giudizi contrastanti. Ce ne può parlare?

La Storia è il romanzo più conosciuto della Morante e fu, per i tempi, un autentico bestseller. È un’opera grandiosa, che riesce a descrivere tutto un mondo: quello della Seconda guerra mondiale e degli anni immediatamente successivi, raccontato dal punto di vista delle vittime. Fin dall’inizio, Elsa voleva che raggiungesse il più elevato numero di lettori possibile e per questo lo ha scritto con una lingua diversa, più accessibile, rispetto ai precedenti.
La Storia ha avuto un grande successo popolare, che ha appassionato intere generazioni di lettori ed entusiasma ancora, ma quando uscì, insieme ai molti apprezzamenti, il romanzo venne anche criticato da alcuni intellettuali, che lo consideravano troppo sentimentale e retorico. Il commento più aspro lo diede Pier Paolo Pasolini, che fino a quel momento aveva amato moltissimo l’opera della Morante e questo suo giudizio impietoso segnò la rottura della loro amicizia.

Elsa Morante aveva un rapporto viscerale con le sue opere. Lei crede che le sarebbe piaciuta questa fiction?

Elsa era molto critica verso le trasposizioni dei libri e per molto tempo si oppose alla richiesta di ricavare un film da La Storia. Poi, quando era già malata e aveva rifiutato molte proposte, accettò di cedere i diritti a Luigi Comencini, che voleva farne un film per la televisione in cui la protagonista, Ida Ramundo, era interpretata da Claudia Cardinale. Ma la Morante non fece in tempo a vederlo, perché morì il 25 novembre 1985, nove mesi prima che venisse trasmesso.
Io credo che avrebbe apprezzato questo film di Francesca Archibugi, per più di una ragione. Da un lato la regista è stata capace di mantenere, almeno in parte, la magia della lingua, quella magia che ha reso grandi i romanzi della Morante. Dall’altro l’Archibugi è riuscita a rendere l’orrore della guerra, contro cui Elsa si era sempre battuta. E poi io credo che avrebbe condiviso la scelta degli attori: una bravissima Jasmine Trinca e un piccolo, poetico Useppe.   

MoranteMoravia è un romanzo che ripercorre la vicenda della coppia leggendaria. I due cognomi scritti senza spazio alludono al modo in cui gli amici consideravano i due scrittori, ovvero come se fossero parti di un binomio inscindibile. Come è nata l’idea di raccontare questa storia d’amore?

All’inizio, volevo scrivere di Elsa Morante, una scrittrice che amo e rileggo da quando ero ragazzina. Poi studiando, mi sono avvicinata al personaggio di Moravia, che ovviamente già conoscevo come scrittore, ma senza sapere quanto brillante e vivace fosse la sua intelligenza. E poi mi piace la sua curiosità, che non si è mai spenta fino alla fine. Se di Elsa mi ero già innamorata, poi sono stata conquistata anche da Alberto. Ma quello che ho trovato straordinaria è stata la loro capacità di continuare ad amarsi fino alla fine, anche quando la passione era finita.

Nel romanzo emerge il ritratto di un’epoca dal sapere vivace, in cui gli intellettuali e gli artisti si ritrovavano per il piacere di stare insieme. Secondo lei, gli ambienti culturali oggi sono ancora così fortunati?

Oggi è tutto cambiato. Non esistono più luoghi deputati, dove gli scrittori si possano trovare ogni giorno per parlare dei loro libri e scambiarsi idee non solo sulla letteratura ma anche sul mondo, sulla politica, sulla vita. A volte ci si può ritrovare per un premio o un festival letterario ma è tutto molto sporadico. Al tempo di Moravia e della Morante, invece, la sosta a un tavolino del Canova e soprattutto del Rosati, entrambi in Piazza del Popolo, era un rito, senza nemmeno doversi dare appuntamento. Ed era bello perché non c’era separazione tra scrittori, artisti e gente del cinema: stavano tutti insieme. E così, oltre alla coppia Morante Moravia, era facile incontrare Gadda, Arbasino, Flaiano, Attilio Bertolucci, Cardarelli, ma anche pittori come Mario Schifano, Renato Guttuso, De Chirico, Malfai e poi Rossellini, Visconti , Pasolini… Si vedevano per il piacere di discutere e magari anche di litigare, ma il giorno dopo erano ancora tutti lì, come se niente fosse accaduto.

 




I PROSSIMI EVENTI

 

TUTTI GLI APPUNTAMENTI

Eventi

ROMA

22 GENNAIO 2024

Eugenio Murrali | Roma

Eugenio Murrali presenta Marguerite è stata qui

BOLOGNA

23 GENNAIO 2024

Riccardo Chiaberge | Bologna

Riccardo Chiaberge presenta La formula della longevità

VERONA

26 GENNAIO 2024

Francesco Pala | Verona

Francesco Pala presenta L'ultimo viaggio di Lenin

SABAUDIA

26 GENNAIO 2024

Eugenio Murrali | Sabaudia

Eugenio Murrali presenta Marguerite è stata qui

MILANO

27 GENNAIO 2024

Francesco Pala | Milano

Francesco Pala presenta L’ultimo viaggio di Lenin

MILANO

27 GENNAIO 2024

Ugo Savoia | Milano

Ugo Savoia presenta Dalla parte giusta

ROMA

27 GENNAIO 2024

Eugenio Murrali | Roma

Eugenio Murrali presenta Marguerite è stata qui

EVENTO ONLINE

29 GENNAIO 2024

Denise Pardo | Diretta Instagram

Denise Pardo racconta La casa sul Nilo

LADISPOLI

3 FEBBRAIO 2024

Eugenio Murrali | Ladispoli

Eugenio Murrali presenta Marguerite è stata qui


 

PROMOZIONI DEL MESE

 

Gli ebook in offerta





Link

https://beatedizioni.musvc1.net/e/tr?q=7%3dFVIU%26w%3dV%262%3dWFbF%26I%3dEYGbC%26M%3dvN5H7_Lbud_WL_Jewa_TT_Lbud_VQFsLtH3TA3.q5yL3Iv43O5A5Op.53G_3sgt_ChwN_3sgt_Ch4Lz6975K_6udr_GjqAzNpJ_6udr_Gh43z9_3sgt_CX7I3LwHr_Jewa_UR8pKq9y6_pS_1MpFt5oNtG2_8lLs%268%3dxM7PnS.295%26A7%3dXCUMV%265K%3dFdCVN5l3oUCUNcCbHc%26s%3dWLYEVNXG8pVITHXpWpaIZMWn3IZHYrdn7t5n8pWI4G9l7EcDaoWIbJ8H3tbCasam&mupckp=mupAtu4m8OiX0wt

 











BUONA LETTURA










ALLA PROSSIMA




















E. G. Cormaci 

Romana di adozione, si interessa da sempre di letteratura. Diplomata con specializzazione in scrittura creativa, scrive sceneggiature per il cinema e la TV, tra cui quella per la fiction Io non dimentico. (Canale 5 – anno; 2007) Lavora come consulente editoriale, editor, blogger, correttore di bozze, Ghostwriter e giornalista freelance; scrive articoli su fatti di cronaca. Per il Ciliegio, dirige come blogger la rubrica mensile: “Uscite Succose” da lei ideata, dove vengono recensiti libri, video/intro dei nuovi libri editati dalla casa editrice. Il suo corso di scrittura creativa livello avanzato è stato pubblicato sulla piattaforma di Life Learning

 Sulla rubrica “Piacevoli letture”, sempre da lei ideata per la casa editrice Triskell - e Per la rubrica “Straordinarie letture” da lei ideata e diretta per la NUA edizioni, e sulla rubrica “Sognando tra le parole”, sempre da lei ideata, per la casa editrice PuBme.  Per Fazi editore, Rubrica: "Libri in volo". Potete trovare le segnalazioni e le sue recensioni sul blog: “L’angolo della fantasia – letture infinite.


Esperienze formative:

Editor, consulente editoriale, Ghostwriter, correttore di bozze lettore e recensore – Case editrici con cui collaboro:

il Ciliegio edizioni; Triskell; NUA; PUBME; Genesis Publishing; Orecchio Acerbo; Neri Pozza; Fanucci editore; Gallucci; Blueberry Edizioni; LoveTribu; Astoria edizioni, Fazi editore, Fazi editore.

 

Conoscenze tecniche:

Word; Excel; editor video; programmi di correzione: Word. Fresh Paint; Adobe Acrobat; Adobe digital editions 4.5; OneDrive;

Openshot video Editor, Open office; Paint 3D; Canva; PowerPoint.

 


CONOSCENZE PROFESSIONALIDiploma di editor e correttore bozze con Firstmaster – anno 2018/2021


Servizi editoriali offerti:

Editing a vari livelli

Editing leggero;

Editing complesso;

Editing strutturale;

Proofreading;

Editing formale o stilistico;

Editing contenutistico;

Valutazione manoscritti;

Servizio Ghostwriter;

Consulenza editoriale;

Pubblicità dei libri sui vari canali social e

Sul blog “Letture Infinite”;

Programmo e organizzo interviste scritte all’autore,

che vengono postate sul blog e sui miei profili social;

Esperienza trentennale in campo editoriale.



CAPACITÀ E COMPETENZE RELAZIONALI E ORGANIZZATIVE

Ha lavorato a stretto contatto con altre persone, in ambiente multiculturale, occupando posti in cui la comunicazione è importante e in situazioni in cui è essenziale lavorare in squadra – tenendo corsi di cinematografia, scrittura creativa, filosofia e criminologia - “Gabriella Ferri” di Roma, presso vari Istituti scolastici tra cui la Gianelli di Roma e l’Associazione umanitaria “Tracce”. Ha collaborato con lo scrittore Carlo A. Martigli e Castelvecchi editore per il progetto di scrittura di una antologia di genere horror. Organizza e programma interviste scritte per gli autori che in seguito posto sul suo blog e sui suoi profili social.


CONOSCENZE LINGUISTICHE: Inglese (buono), Spagnolo - livello base, Francese - scolastico



CONOSCENZE PROFESSIONALI: 

Diploma di editor e correttore bozze con Firstmaster – anno 2018/2021

Diploma di maturità: Educatore sociale per l’infanzia e tecnico dei servizi socio sanitari (78/100.) Sibilla Aleramo Roma. 2013/2018 (In presenza - cinque anni di inglese relativo alle materie scolastiche studiate: psicologia, metodologia, filosofia, pedagogia, filosofia, igiene e sanità, malattie relative alle disabilità, diritto ed economia aziendale, matematica e scienze.)

Attestato 5° livello: Corso Inglese Intermedio scuola Borsi Roma Insegnante Anna Ferretti.

Corso di traduzione editoriale dall’inglese all’italiano, con La Matita Rossa – (anno – 2019) “Attestato”

Master Accademia (AISF) in criminologia con la criminologa Roberta Bruzzone, indirizzo: Examiner Forensic di studi in psicologia criminale investigativa. 2014/17. (In presenza)

Qualifica Professionale di Forensic Examiner 84/100. Maggio 2017. 

(nI Presenza)

Esperto in Scienze Forensi. Criminologia Investigativa e criminal Profiling.

Tirocinio formativo: ‘Indagine su fascicolo di Cold case’

R.A.S.E.T. - Qualifica in: Formazione Ricerca e Sviluppo -Training Course: EVIDENCE COLLECTION - Crime Scene Investigation Techniques and Strategies Training Course. (marzo 2017 In presenza)

Educatrice per l’infanzia, ha svolto attività di volontariato presso l’associazione umanitaria “Tracce” lavorando a stretto contatto con le problematiche sociali di ragazzi, bambini e anziani.

Ha insegnato scrittura creativa di primo e secondo livello al centro culturale “Gabriella Ferri” di Roma e presso vari Istituti scolastici tra cui la Gianelli di Roma, i cui ricavati sono serviti per ampliare le biblioteche scolastiche e sostenere i rispettivi centri culturali.

Il suo videocorso di scrittura creativa “Il genio della creatività” di livello avanzato è stato pubblicato sulla piattaforma Life Learning.

Corso della durata trimestrale in criminologia investigativa alla Upter con il professor Luca Marrone (Lumnsa. In presenza) Corso BES e DSA e di psicologia (attestati.)

 

 

Per Neri Pozza

Rubrica: "Il Nido dei libri"

FAZI EDITORE

Rubrica: "Libri in volo"

 sulla Rubrica: "Libri a fior di pelle" per la Collana: LoveTribu

Recensisce libri su Respiro di Libri Blog, e per Infiniti mondi – scrittori indipendenti di Andrea Zanotti.

Si occupa di pubblicizzare attraverso il suo blog, libri, case

 editrici, autori e blog dove vengono postate recensioni,

 segnalazioni e quant’altro riguardi il mondo editoriale.

Autrice eclettica e creativa con svariate passioni, continua a

 coltivare quella per la narrativa con successo, ha infatti già

 all’attivo la pubblicazione di molti testi e diversi romanzi.

Si dedica alla scrittura creativa, sceneggiatura ed educatrice per l’infanzia, continuando a coltivare la sua passione per la lettura, la scrittura creativa e Storytelling, collaborando con diverse case editrici. Autrice/sceneggiatrice dello sceneggiato televisivo: “Io non dimentico”, andato in onda su Canale cinque. (anno 2007) 



Romanzi editati:

 

L’ombra del peccato: genere romance/storico pubblicato

dalla casa editrice Pubme - Litteraly romance.

Nel 2022, con la casa editrice il Ciliegio è uscito il primo romanzo fantasy per ragazzi “Mosè il guerriero divino”, la storia biblica di Mosè, rivisitata.

Alit e lo spirito dei sogni – fantasy - il Ciliegio edizioni 2008

Esalogia.

È autrice di Ninna Nanna della Luna, edita su Filastrocche.it

Scrive filastrocche per bambini per il sito: Filastrocche.it


 Ha ancora nel cassetto molti manoscritti da editare

di genere fantasy, e thriller/fantasy/paranormal

Trilogia Fantasy/epico: “Aran l’ultimo nibelungo”

Trilogia Paranormal/thriller/Fantastico: “Il guardiano del tempo” volume I° "Alla ricerca di Ellen"

Thriller/paranormal: “Morfeo Blu” volume I° La casa del tempo sospeso

Thriller: La casa dei silenzi

Saggio criminologia: Il seme del male - Teoria sul sadismo infantile 

Fantasy infanzia adolescenza: Le astute oche del

 Campidoglio


Fantasy/storico: L'Acheo Immortale

(Tratto dall'Iliade di Omero)


Serie: Le indagini di Nathan Reed: 

volume I° "Cicatrici" -


Trilogia Fantasy: Nyx la ragazza Libellula

volume I°  - Il volo della Libellula

volume II° - La spada di fuoco

volume III° - Figlia degli déi


 Dark/Romance: Sogne Fjord 





Recapiti autrice:

 

 

Potete trovare le segnalazioni, recensioni di autrici self e no sul suo Blog:


L’angolo della fantasia – letture infinite

https://alit-grazia.blogspot.com/...

 

Rubrica “Uscite succose” del Ciliegio edizioni

https://piccoletto11lukeletturesuccose.blogspot.com/...

 

Rubrica: “Piacevoli letture” Triskell

https://alitgrazia.blogspot.com/2022/04/triskell-edizioni-blog-langolo-della.html



Rubrica – “Straordinarie Letture” Nua edizioni

http://booknelmondostraordinarieletture.blogspot.com

 

 

Rubrica: “sognando tra le parole” PUBME

https://sognando-tra-le-parole.blogspot.com/2022/11/rubrica-sognando-tra-le-parole-orecchio.html

 

Rubrica: “Fantastiche letture” Genesis Publishing

https://fantasticheletturegenesispublishing.blogspot.com

 

 

Rubrica: “Fantasie di libri” Orecchio Acerbo edizioni

https://fantasie-di-libri-orecchio-acerbo.blogspot.com/2023/01/blog-post.html

 

 

Neri Pozza

Rubrica: “Il Nido dei libri”

https://ilnidodeilibri.blogspot.com/2023/02/segnalazione-uscite-le-novita-della.html

 

 

 Fanucci   Editore

Rubrica“Fantasylibri”

 

https://fantasylibrifanucci.blogspot.com/2023/03/segnalazioni-uscite-fanucci-editore.html

 

 

Gallucci editore

Rubrica: “libri in libertà”

https://libriinlibertagallucci.blogspot.com/2023/04/blog-post.html

 

  

Blueberry Edizioni

Rubrica: “Infinity book”

https://httpsinfinitybook.blogspot.com/2023/04/rubrica-infinity-book-blueberry-edizioni.html

 

 

Collana: LoveTribu

Rubrica: “Libri a fior di pelle”

https://libriafiordipellecollanalovetribu.blogspot.com/2023/04/segnalazione-nascita-nuova-collana.html


Rubrica: "La Libreria di Astoria" edizioni

https://libriastoria.blogspot.com/2023/08/blog-post.html 



Fazi editore

Rubrica: "Libri in volo"

https://rubricalibriinvolofazieditore.blogspot.com/2023/08/rubrica-libri-in-volo-fazi-editore.html




Garzanti Editore

Rubrica: "Libri sul comodino"

https://librisulccomodino.blogspot.com/2023/09/rubrica-libri-sul-comodino-garzanti.html


 e su tutti i suoi profili social:

Facebook

 Tweeter

Instagram

Messenger

Pinterest

Quora

YouTube

grazia.cormaci@gmail.com



















Commenti

Post popolari in questo blog

segnalazione: IL DEMONE DELL'INQUIETUDINE - Autore: ERIK LARSON - dal 25 marzo 2025 - LA LUNA DI GABRIEL - autore: WILLIAM BOYD - Dal 28 marzo

QUESTA SETTIMANA IN LIBRERIA - TRACY CHEVALIER - LA DAMA E L'UNICORNO - TRACY CHEVALIER - QUANDO CADONO GLI ANGELI - Dal 20 febbraio 2026 - Neri Pozza editore

segnalazione: INCURSORI DEL RE - autore: Alfio Caruso - Neri Pozza - dal 4 aprile 2024 -